Dopo il tramonto, non c’è la notte: ci sono tre crepuscoli

L’orizzonte è la linea apparente, a forma di rettangolo, lungo la quale, in un luogo aperto, il cielo sembra toccare la terra o il mare. Maggiore è l’altitudine del soggetto che osserva l’orizzonte, maggiore sarà l’area del rettangolo.

Chiamiamo il fenomeno che consiste nell’occultamento del sole dietro l’orizzonte: tramonto. Tuttavia, in italiano esiste altresì una parola per indicare una visione illuminata dal sole ormai totalmente scomparso dietro mari o terre, ed essa è crepuscolo. E questo vale anche nel fenomeno contrario: prima dell’alba, infatti, c’è un crepuscolo all’orizzonte, quindi il cielo è blu e illuminato, ma il sole non è ancora visibile.

Possiamo quindi immaginare il crepuscolo come quell’intervallo di tempo che prepara i nostri occhi all’oscurità totale o alla luce splendente. Nel particolare notturno, in un contesto comunitario umano, come il punto giornaliero durante il quale tornare a casa. E questo ultimo concetto nasce dalla consapevolezza matura che alla scomparsa del sole il buio assoluto si avvicina, e questo espone chi non è in un contesto sicuro a pericoli naturali o artificiali.

Seppure il crepuscolo sia un semplice intervallo tempo-luminoso, per ragioni scientifiche(per gli ultimi due stadi) o sociali(per il primo), tale fenomeno è diviso in tre fasi, che prendono il loro nome dall’uso che se ne fa, e che lo classificano in base alla distanza graduale dal Sole:

Al di là del dì e del tramonto, la prima frazione del crepuscolo è visibile, e si chiama crepuscolo civile. Questo prende piede quando il Sole è a una distanza graduale maggiore di sei gradi geometrici rispetto all’orizzonte. Durante esso, la maggior parte delle mansioni sono ancora disponibili allo svolgimento. I prossimi due stadi sono quelli più importanti e rilevanti a livello scientifico, e attestano la necessità fattuale di una divisione.

Il secondo stadio è detto crepuscolo nautico, e come il nome suggerisce, è quello che comprende una fioca luce vitale comunque per distinguere il mare dal cielo. Si avvera quando il Sole è a una distanza maggiore di dodici gradi dall’orizzonte.

Il terzo e ultimo stadio è detto crepuscolo astronomico, e com’è chiaro che sia, è quello che favorisce le osservazioni astronomiche. Avviene quando il Sole è a una distanza maggiore di diciotto gradi dall’orizzonte. Ed anche se è molto buio, il cielo può rendersi ancor più tendente al nero.

Finalmente, sotto i diciotto gradi geometrici dall’orizzonte, possiamo chiamare il tempo corrente notte, seppure le precedenti sottigliezze vengano chiamate comunque in questa maniera grossolana. Noi esseri umani non possiamo calcolare istantaneamente la distanza graduale che il nostro specifico orizzonte detiene rispetto al sole, ma possiamo usare le ricche espressioni precedenti per ottenere una comunicazione più chiara.

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